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Co.Ge.A.P.S. e Comitato tecnico delle Regioni ancora al lavoro per integrare i database ed individuare i tracciati comuni per la trasmissione dati.

Incontro all’Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali lo scorso dicembre.

Verificare le possibilità tecniche di una integrazione tra i sistemi esistenti e, soprattutto, individuare i tracciati comuni per la trasmissione dei flussi informativi in ambito Ecm sono stati gli argomenti al centro dell’incontro tra il  Comitato Tecnico delle Regioni per l’ECM  e il CO.GE.A.P.S. tenutosi  il 19 dicembre scorso presso la Sede Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
Presenti i rappresentanti di: Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Veneto e della  Provincia Autonoma Bolzano.   Rappresentavano il Co.Ge.A.P.S. il Responsabile del progetto Valerio Brucoli  e i consulenti tecnici Matteo Cestari e Elisa Innocenti.
 
Vediamo in breve quale è stato il quadro che è emerso nel corso dell’incontro dopo la ricognizione effettuata dal Consorzio tra le Regioni che hanno partecipato alla sperimentazione della Convenzione e quelle visitate in un secondo momento. 

Le Regioni visitate, sono state classificate in:

  •      Regioni che hanno raccolto i dati strutturandoli in database e che teoricamente sono già pronte allo scambio con il Co.Ge.A.P.S.: Lombardia, Marche, Toscana e Provincia autonoma di Trento; 
  •      Regioni che hanno raccolto i dati in maniera centralizzata ma necessitano di tempo per strutturare un loro database: Veneto, Friuli Venezia Giulia.
  •      Regioni che hanno raccolto i dati in maniera decentralizzata presso le strutture sanitarie  e necessitano, quindi, dei tempi per aggregare i dati: Provincia autonoma di Bolzano, Emilia Romagna, Umbria.
  •      Infine  la Liguria, la Valle d’Aosta e la Sardegna hanno avviato la raccolta dati strutturata ed è in corso il recupero dei dati pregressi.
I contatti con le varie Regioni ha consentito inoltre di conoscere da vicino le metodologie di gestione dell’ ECM avviate  da alcune Regioni:
  •     In Liguria e Trentino il sistema è stato focalizzato sulla frequenza della partecipazione agli eventi.  In Trentino, ad esempio, è stata rilevata una bassa partecipazione agli eventi,  mentre in Liguria si è presentato il fenomeno opposto, presenza quasi al 100%. 
  •     La quasi totalità delle Regioni si è focalizzata sulla raccolta dei dati dell’accreditamento di eventi pubblici, mantenendo il controllo della situazione del personale dipendente. In molti sistemi non è stata prevista formazione per i liberi professionisti.
  •     In alcuni sistemi è stato rilevato un uso “improprio” di alcune terminologie, per esempio in molte regioni, nella applicazione e banche dati dei crediti regionali l’elenco delle partecipazioni viene denominato “Dossier formativo”.
  •     Altre  Regioni, ad esempio Valle d’Aosta, Trentino e Toscana, (un sistema similare verrà dalla piattaforma regionale adottato dalla Sardegna) hanno avviato una collaborazione con gli Ordini professionali per la certificazione delle attività. Tale modello risulta parzialmente funzionale perché gli ordini rispettano una gestione provinciale, mentre l’esercizio della professione è un modello transprovinciale (molto spesso il professionista esercita al di fuori della provincia dell’Ordine di appartenenza) per cui una parte dei professionisti esercitanti in una Regione non possono essere certificati dagli Ordini territoriali.
In base a quest’ultima considerazione nel corso dei lavori è emerso che  la Toscana ha adottato un sistema di anagrafe che mette a disposizione dell’ordine la possibilità di visionare i curricula dei professionisti e di certificare la pertinenza dei percorsi formativi. Ogni ordine può visionare e certificare i percorsi soltanto dei propri iscritti.

A conclusione dei lavori il Comitato tecnico ha deciso di organizzare un incontro tra gli informatici a cui le Regioni fanno riferimento per avviare un confronto su tutti gli aspetti tecnici necessari per mettere  ordine nella piattaforma, individuare un unico tracciato record ad uso dei  provider (verso l’Ente accreditante sia nazionale che regionale) e prevedere negli attestati rilasciati ai professionisti un codice univoco per ciascun evento.

Il Comitato ha quindi  ribadito la disponibilità  da parte delle regioni oggetto del percorso di ricognizione effettuato dal Co.Ge.A.P.S., al trasferimento dei propri dati al Consorzio stesso. La richiesta dovrà tuttavia pervenire dalla Segreteria ECM, quale soggetto istituzionale preposto alla gestione del programma di aggiornamento obbligatorio.







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