Nella nuova Formazione Continua le professioni sanitarie tornano in prima fila
La formazione continua in medicina ha avuto in questo ultimo periodo un nuovo impulso. Con l’approvazione nella legge Finanziaria 2008 del nuovo programma ECM, licenziato dalla Conferenza Stato – Regioni i primi di agosto dello scorso anno, si mette definitivamente la parola fine alla stagione caratterizzata da incertezze e continue sperimentazioni e si ridisegna un nuovo identikit per la formazione continua obbligatoria.
Alla nuova ECM sono legate, almeno per quanto riguarda l’immediato futuro, le sorti del CO.GE.A.P.S., organismo che con la recente formulazione del programma di formazione ha ricevuto l’imprimatur a ricoprire il “ruolo di gestore dell’anagrafe nazionale dei crediti formativi” e per assolvere “in qualità di soggetto strumentale delle istituzioni professionali che lo esprimono .… non solo la funzione notarile propria degli Ordini e Collegi, ma anche quella di riferimento per tutti i soggetti pubblici - Regioni, Aziende, Ministero della Salute, enti di ricerca….. – aventi specifici obblighi o funzioni e compiti in materia”.
Presidente Bianco, al di là del riconoscimento avuto dal Consorzio, qual è il giudizio politico dei professionisti sulla nuova ECM? Ritengo che con l’ultima formulazione dell’ECM si sia registrata nei confronti de
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lle professioni una decisa inversione di rotta. I risultati raggiunti del resto sono chiari e inequivocabili. Il ruolo dei professionisti e delle istituzioni rappresentative delle stesse, pressoché scomparso con gli accordi relativi agli anni 2005 – 2006, oggi ritorna prepotentemente a galla non solo nel modello di governance, presenza nella Commissione Nazionale ECM, nell’Osservatorio Nazionale e nello stesso CO.GE.A.P.S., ma soprattutto nelle nuove prospettive di valorizzazione della cultura, dell’autonomia e della responsabilità dei professionisti .
Quale messaggio si sente di inviare a tutti i sanitari, soprattutto a coloro che, a causa di uno status giuridico ancora non del tutto definito, sono a tutt’oggi rimasti ai margini dell’ECM?
Nessun messaggio, ma l’invito a partecipare in modo attivo al nostro progetto di anagrafe nazionale. Con l’avvio della nuova Convenzione con il Ministero della Salute stiamo procedendo all’implementazione della banca dati attraverso la registrazione anagrafica del 90% degli iscritti a Ordini e Collegi e al 50% degli iscritti alle Associazioni . Quando riusciremo a completare il progetto tutti i sanitari italiani potranno disporre di uno strumento in più per adoperarsi nelle varie realtà regionali, al fine di riaffermare in modo autorevole il proprio ruolo all’interno della società.
Veniamo all’attività del CO.GE.A.P.S. A che punto è il progetto di anagrafe nazionale ?La nuova Convenzione, firmata il 14 marzo scorso, prevede tutta una serie di adempimenti che stiamo realizzando. Oltre all’implementazione dei dati dei professionisti è prevista la realizzazione di una funzione per la registrazione dei procedimenti disciplinari, una funzione per l’acquisizione dei dati sull’attività formativa realizzata nelle varie regioni e la registrazione dei crediti acquisiti dai professionisti negli anni 2004 – 2005.
Un altro impegno che sta richiedendo non poche energie, è l’attività di promozione del nostro progetto presso gli Assessorati alla sanità delle varie Regioni e l’avvio di contatti e rapporti di collaborazione per mettere a punto le procedure di trasmissione dei report relativi agli eventi formativi promossi in sede locale.
E’ già stata messa a punto una strategia per il futuro? Secondo Lei il Consorzio anche nei prossimi anni continuerà ad avere l’attuale fisionomia? Fare previsioni a lungo termine risulta sempre azzardato. Credo tuttavia che se il progetto di ECM, così come è stato recentemente ridefinito, si dimostrerà in grado di garantire l’efficienza e l’efficacia dell’aggiornamento continuo obbligatorio, il CO.GE.A.P.S. rimarrà il fulcro intorno al quale ruoterà l’intero sistema, organismo insostituibile per le istituzioni e strumento di garanzia per gli stessi professionisti . A patto di poter contare su risorse finanziarie proprie, capaci di garantire la piena autonomia gestionale.
Sesto Francia