L'ECM strumento imprescindibile di crescita professionale
Dopo l’intervista al presidente Bianco è la volta di Gennaro Rocco, Tesoriere del Co.ge.a.p.s. e presidente del Collegio Ipasvi della provincia di Roma, al quale abbiamo richiesto un commento delle sul nuovo programma di formazione continua e, più in generale, sull’attività del Consorzio.
Qual è in breve il Suo giudizio e quello della professione che rappresenta all’interno del Consorzio, sulla nuova ECM ?Gli infermieri non solo hanno aderito con convinzione al Programma Ecm, ma hanno scommesso sull’aggiornamento continuo come metodo di lavoro e di accrescimento personale oltre che professionale in senso stretto. Una scommessa che i colleghi hanno condivisa e accettata sin dall’inizio, ben oltre l’onere che ciò comporta per ogni professionista sanitario. Tanto che, ancora oggi, gli infermieri si sobbarcano enormi sacrifici in ter

mini di energie, tempo e costi, per garantirsi un’evoluzione costante delle conoscenze e delle abilità
Quello dell’ECM è peraltro uno strumento ormai imprescindibile per tutte le professioni sanitarie. Cosicché, proprio grazie a questa unità d’intenti, si è riusciti a condizionare, orientandole per il meglio, le scelte assunte dalla Conferenza Stato-Regioni che, con l'accordo del 1 agosto 2007, ha rilanciato il programma riconoscendo finalmente ai professionisti, attraverso i loro organi di rappresentanza (Federazioni nazionali, Ordini e Collegi provinciali e Associazioni professionali) e al Consorzio che li riunisce, un ruolo fondamentale sia per la progettazione dei piani formativi sia per la registrazione e la certificazione dei crediti acquisiti.
L’esperienza del CO.GE.A.P.S. come viene vissuta, in generale, dagli infermieri? Con distacco, considerando il Consorzio un soggetto “tecnico” o come opportunità di governance da parte della professione?
Naturalmente, trattandosi di una nuova “creatura” ed essendo la platea infermieristica assai vasta e articolata, c’è bisogno di un’informazione capillare sulla funzione e gli obiettivi stessi del Co.Ge.A.P.S. affinché questi siano recepiti come una reale opportunità di crescita professionale. Per questo la Federazione IPASVI ha già adottato un piano di promozione dell’iniziativa, dedicando al tema dell’ECM uno “speciale” sulla sua rivista che viene recapitata gratuitamente a tutti i 350 mila iscritti e che illustra, tra l’altro, il ruolo e le finalità del Consorzio e ne dettaglia i servizi che questo può fornire agli infermieri.
A che punto è l’acquisizione da parte della Federazione IPASVI dei dati anagrafici degli Ordini provinciali, per conto del Consorzio, necessari alla costituzione dell’anagrafe nazionale, oggetto della convenzione e prevista nel nuovo programma ECM ?Siamo a buon punto. Una larga parte dei dati in questione è già stata acquisita e consegnata per la creazione dell’Anagrafe nazionale. Proprio in questi giorni il tecnico informatico della Federazione sta elaborando gli ultimi dati che ancora mancano per chiudere definitivamente il quadro.
Ora una domanda al Tesoriere del Cogeaps. Il Consorzio vive dei finanziamenti del Ministero della Salute, ciò ha permesso il corretto sviluppo del progetto o ha creato criticità nella gestione? E se è vera quest’ultima ipotesi quali i rimedi?
Fino ad oggi, attraverso i finanziamenti ministeriali concessi, il Consorzio ha potuto mettere a punto e sperimentare un sistema di ricognizione dei crediti formativi acquisiti dai professionisti nel corso della fase sperimentale. I risultati sono stati ottimi e già oggi il Co.Ge.A.P.S. sarebbe in grado di rispondere alle esigenze definite nell'accordo dell’agosto scorso. Tuttavia, è evidente che per il futuro il sistema dovrà autofinanziarsi. Perciò sarà necessario che una parte delle quote che i providers versano per accreditarsi siano destinate al funzionamento del Consorzio. E questo innanzi tutto per evitare che i costi di funzionamento finiscano per gravare sui singoli professionisti iscritti.
A cura di Sesto Francia